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Olivia Spaghetti (this is not a cooking site)

TASTE MY ANSWER   ADD YOUR SALT   

anche l'occhio vuole la sua parte. e io? disse il cuore..

Olivia Spaghetti non è una fotografa nè, tantomeno, una cuoca. non è una Guru e, figuriamoci, se possa essere una scrittrice. non è un’attrice e nemmeno un’artista. è un modo. un modo per mettere insieme tutte queste cose, così da far diventare cibo tutto ciò che ci serve per vivere: la bellezza, l’allegria, la curiosità e, Bruce, l’Universo. con lui, però, è meglio non scherzare troppo.

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food needs also to catch the eye. what about me? told the heart..

Olivia Spaghetti isn't a photographer, She isn't even a cook. She isn't a Guru, She isn't a writer. she isn't an actress and she isn't an artist. Olivia Spaghetti is a way. a way to mix all these things, so as to get food everything we need for living: beauty, happiness, curiosity and he, Bruce, the Universe. with Bruce however, it's better don't joke too much.

Olivia



twitter.com/Lisabencivenni:

    il gran carro sul naso, ricotte calde, cotognata, gente che sembra essersi appena conosciuta mentre sceglie di stare insieme da trent’anni e cedri grossi come mappamondi masticati in lingue differenti che la libertà, universale interprete, mette d’accordo, la morte è un gran dispetto per noi che abbiamo un solo impegno: vivere (L.B.)

    il gran carro sul naso, ricotte calde, cotognata, gente che sembra essersi appena conosciuta mentre sceglie di stare insieme da trent’anni e cedri grossi come mappamondi masticati in lingue differenti che la libertà, universale interprete, mette d’accordo, la morte è un gran dispetto per noi che abbiamo un solo impegno: vivere (L.B.)

    — 2 settimane fa
    #sicilia  #italia  #viaggio  #stelle  #vivere  #notte  #ricotta  #cucina  #cotognata  #amare  #insieme  #cedro  #mappamondo  #libertà  #olivia spaghetti pics  #olivia spaghetti words 
    tu prima mi hai chiesto ‘che lavoro fai?’ e non ti ho risposto perché io non ho mai lavorato e non lavorerò mai: faccio delle cose, mi diverto (Giovanni)

    tu prima mi hai chiesto ‘che lavoro fai?’ e non ti ho risposto perché io non ho mai lavorato e non lavorerò mai: faccio delle cose, mi diverto (Giovanni)

    — 2 settimane fa
    #giovanni  #sicilia  #lavorare  #vivere  #essere  #vino  #cioccolata  #campagna  #mare  #divertimento  #olivia spaghetti words  #olivia spaghetti pics 
    pranzo di lavoro (per star tranquilla, il dolce l’ho portato io: clownnolo! ) 

    pranzo di lavoro (per star tranquilla, il dolce l’ho portato io: clownnolo! ) 

    — 1 mese fa con 1 nota
    #cannolo  #clown  #pagliaccio  #naso  #rosso  #ciliegina  #torta  #pasticceria  #sicilia  #lavoro  #fun  #circo  #olivia spaghetti pics  #olivia spaghetti words 
    sta per cominciare la conferenza di Eduard Bru, un architetto catalano molto simpatico, almeno a naso così mi sembra (ed il mio naso, specie quando è rosso, si sbaglia quasi mai). il rettore ha già parlato, tutti sono in silenzio, chi sulle sedie di plastica trasparente, che contrastano bislaccamente con questa sala piena di stucchi e lampadari pomposi, chi appoggiato al muro in fondo, chi seduto per terra, il curatore sta per prendere la parola “cinque, otto, tre, latte.. cinque, tre, otto.. papà! papà!” dal fondo della sala due donne in miniatura saltellano una filastrocca racimolata per la strada, hanno in mano un biglietto ciascuno e sanno esattamente dove stanno andando. se ne fregano di tutta quella gente, delle bandiere e del silenzio, saltano al collo del curatore, per loro solo il papà, e gli danno i biglietti.la platea è tutta per loro, forse adesso Bru passerà in secondo Piano (tanto è un architetto), forse s’infastidirà, forse lascerà fare a loro la conferenza, invece, senza schiarirsi la voce né aggiustarsi la cravatta che non ha, comincia a parlare, in una lingua inventata mettendo insieme, a mo’ della filastrocca di prima, catalano, spagnolo ed un po’ di italiano “la vita delle persone deve essere monumentale, non gli edifici” e il silenzio si riempie di luce (L.B.)

    sta per cominciare la conferenza di Eduard Bru, un architetto catalano molto simpatico, almeno a naso così mi sembra (ed il mio naso, specie quando è rosso, si sbaglia quasi mai). 
    il rettore ha già parlato, tutti sono in silenzio, chi sulle sedie di plastica trasparente, che contrastano bislaccamente con questa sala piena di stucchi e lampadari pomposi, chi appoggiato al muro in fondo, chi seduto per terra, il curatore sta per prendere la parola “cinque, otto, tre, latte.. cinque, tre, otto.. papà! papà!” dal fondo della sala due donne in miniatura saltellano una filastrocca racimolata per la strada, hanno in mano un biglietto ciascuno e sanno esattamente dove stanno andando. se ne fregano di tutta quella gente, delle bandiere e del silenzio, saltano al collo del curatore, per loro solo il papà, e gli danno i biglietti.
    la platea è tutta per loro, forse adesso Bru passerà in secondo Piano (tanto è un architetto), forse s’infastidirà, forse lascerà fare a loro la conferenza, invece, senza schiarirsi la voce né aggiustarsi la cravatta che non ha, comincia a parlare, in una lingua inventata mettendo insieme, a mo’ della filastrocca di prima, catalano, spagnolo ed un po’ di italiano “la vita delle persone deve essere monumentale, non gli edifici” e il silenzio si riempie di luce (L.B.)

    — 1 mese fa
    #eduard bru  #catalunia  #barcellona  #sicilia  #barca  #spagna  #papà  #bambini  #monumentale  #vita  #essere  #siracusa  #travelling  #architettura  #soul  #kids  #olivia spaghetti pics  #olivia spaghetti words 
    Manlio Sgalambro è..

    ..nato nel 1924, è ‘amortale’, empio, fa largo uso del congiuntivo, mentre non sembra conoscere l’esistenza della parola ‘tipo’. l’unica montatura che porta è quella degli occhiali, ha scritto il suo primo libro, per caso, nel 1982 e, a chi non è pratico del genere, può apparire burbero, cinico, financo arrogante, mica un uomo consapevolmente libero! (L.B.)

    — 3 mesi fa con 1 nota
    #sgalambro  #filosofia  #sicilia  #libertà  #morte  #occhiali  #libro  #scrivere  #tipo  #congiuntivo  #yomini  #olivia spaghetti words  #essere 

    peppemaisto:

    tra avola e portopalo, 7 ottobre. sui giornali sono numeri, in televisione sono clandestini. guido la mia peugeot 205 con lentezza. mi godo la vista di quel mare agitato che si infrange sulla spiaggia. poi superata una curva vedo una barca con un lato appoggiato sul limite tra terra e acqua. sembra arenata per la forte mareggiata. con la vicinanza scorgo parole scritte sulla fiancata di prua. la scrittura è dell’aldilà del mediterraneo. e allora l’immigrazione diventa fisica. reale. più a sud ne trovo molte altre come appoggiate sul molo. una prua come con dolcezza si appoggia sulla fiancata della barca vicina. sembrano pesci come colorati da bambini. e dentro tra coperte, jeans e magliette ancora umide si scorgono scatolette, barattoli, confezioni che hanno contenuto specialità libiche. bottiglie di plastica vuote. filoni di pane gonfi di acqua di mare. come altri mi fermo a guardare. vediamo quel che resta di tante piccole storie. alcune finite bene. ci muoviamo con attenzione. guardiamo con rispetto come davanti a piccoli monumenti dedicati alla libertà o anche piccoli sarcofaghi di speranze svanite. il nostro silenzio si scontra con la piccola folla indifferente e sbrigativa che da queste barche sale e scende portando via probabili fusti di gasolio.

    — 6 mesi fa con 1 nota
    #lampedusa  #navi  #porto  #sicilia  #persone  #clandestini  #migranti